SADEQ HEDAYAT - La carovana dell'Islam

- pubblicato in Brescia, Dicembre 2011-
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INTRODUZIONE
Dopo avere pubblicato l’Hedayat più noto, decadente, surrealista, sognatore e irrimediabilmente pessimista (Sepolto vivo, 2004), presentiamo, con La carovana dell’Islam, un diverso aspetto di questo autore, considerato il fondatore della moderna letteratura iraniana.
Nato a Teheran nel 1903 e morto suicida a Parigi nel 1951, Hedayat era un uomo spiritoso, autoironico e dominava perfettamente l’arte della satira, che costituiva una radicata tradizione nella letteratura dell’Iran.  Egli, dunque, utilizza quest’arte per criticare in modo tagliente tutte le forme di dispotismo religioso e politico e traccia una caricatura dell’integralismo ottuso del suo tempo; dirige la sua ostilità critica contro il fanatismo religioso.  Se ne accorsero, le autorità remote e più recenti, e i suoi libri rimasero proibiti prima e dopo la rivoluzione del 1979.  
Influenzato dalla letteratura illuminista europea, francese in particolare, che voleva liberare il popolo dall’autorità pretesca e totalitaria, la sua riflessione mordace non si limitò al problema religioso del paese, indagando altresì il pensiero nazionalista e sciovinista che aveva contagiato l’Iran attraverso il nazismo tedesco. Costretti per molti anni tra la Russia degli zar e l’impero britannico, gli iraniani simpatizzavano per la Germania nazista e il suo capo, Hitler.  A quel tempo, i politici e gli scrittori iraniani si crogiolavano nelle idee scioviniste della Germania e le propagandavano con entusiasmo, nel borioso orgoglio di essere considerati i campioni purissimi di una supposta razza ariana.  L’influsso della Germania nazista sulla letteratura iraniana degli anni ’30 e ’40 è tutto da studiare e rappresenta un capitolo inesplorato della storia letteraria dell’Iran.  Ma di certo fu lui il primo intellettuale iraniano ad esplorare l’aggressiva politica razziale di Hitler. 
            Se può sembrare che Hedayat sia troppo caustico col clero retrivo e fanatico del suo tempo, bisogna tenere presente che il mondo occidentale usava la leva dell’Islam per frenare la politica espansionistica dell’Unione sovietica: l’islamizzazione cioè avrebbe impedito una rivoluzione comunista.  L’Islam doveva occupare gli uomini e tenerli lontano dal comunismo.
            In questa Carovana l’autore sceglie meticolosamente i nomi dei suoi personaggi, che rispecchiano i nomi veri usati in terra islamica.  E questi personaggi si rivelano, emergendo nel racconto, ridicoli, sciocchi e immorali, un gruppo di ipocriti, furfanti, infingardi, dissoluti e corrotti mullah che si fregiano della veste di profeti.