P.B. SHELLEY - La necessita' dell'ateismo e la mascherata dell'anarchia

P.B. SHELLEY

La necessità dell'ateimo e La mascherata dell'anarchia

(Traduzione di Andrea Chersi)

2005
pagg. 121

Il massacro di Peterloo
Il grande poeta romantico ha espresso ben chiaramente le sue idee sull'oppressione religiosa e sociale in opere di prosa appassionata: il presente pamphlet gli costò l'espulsione da Oxford nel 1811 e forse contribuì alle successive scelte di vita.

NOTA A
“LA NECESSITÀ DELL’ATEISMO”

Secondo un’affermazione di Stockdale, il tipografo, pare che Shelley gli avesse comunicato, nel gennaio del 1811, di avere terminato un saggio metafisico a favore dell’ateismo, che intendeva rendere di pubblico dominio nell’ambito della sua Università. Lo scritto probabilmente era stato completato durante le vacanze di Natale.
Anziché aiutare Shelley a pubblicare lo studio, Stockdale scrisse al di lui padre. Shelley decise di fare uscire il libro per conto proprio (il frontespizio riporta solo il nome dello stampatore) e venne debitamente pubblicizzato sul giornale di Oxford il 9 febbraio 1811.Shelley andò dal suo libraio di Oxford e coprì completamente le vetrine e i banchi (senza che il proprietario lo sapesse) con copie del suo libello e diede istruzioni al commesso di venderne più in fretta possibile al prezzo di sei pence l’una.
Poco dopo, capitò nel negozio un amico del libraio, il reverendo John Walker e, attratto dalla novità del titolo, ne esaminò il contenuto. Immediatamente si mise a sbraitare contro il pericolo che esso rappresentava e su sua sollecitazione tutte le copie vennero all’istante bruciate nel retrobottega.
Shelley aveva spedito una copia del suo pamphlet a tutti i vescovi del regno, ai rettori, ai notabili e ai dignitari di Oxford, rivolgendosi a loro sotto pseudonimo.
Il libraio di Shelley mise – amichevolmente – in guardia gli stampatori di La necessità dell’ateismo avvertendoli della pericolosa tendenza a disseminare simili spregevoli principi e del rischio che essi correvano di un’incriminazione da parte del procuratore generale, consigliando allo stesso tempo di distruggere ogni copia giacente, assieme al manoscritto originale, ai piombi, ecc.
Shelley, per il suo pamphlet, si era ispirato alla lettura di Locke e di Hume, tra gli altri. Vi è anche un richiamo a Freret e soprattutto al Bon Sens di Meslier, le cui tesi riprende quasi integralmente.
Il 25 marzo 1811 Shelley fu espulso dall’Università di Oxford.
La necessità dell’ateismo venne incorporata, con qualche modifica, nella nota al Queen Mab (1813), alle parole “Non esiste alcun Dio”.

N. d. t.