SADEGH HEDAYAT HADJI AGHA

Sadegh Hedayat: Sadegh HedayatSadegh Hedayat: Sadegh Hedayat
L’opera dell’iraniano (meglio sarebbe dire persiano, come voleva definirsi egli stesso) Sadegh Hedayat (1903-1951) è stata salutata dopo la guerra (tra gli altri da André Breton e Henry Miller) come la maggiore prosa persiana del XX sec. Molte e diverse maschere adottò l’autore nella sua opera: quella della disperazione, del sarcasmo, della farsa macabra, della nostalgia e della satira devastante, come nel caustico testo che segue e che è del 1945.
 Il testo, tra i più politici dei suoi racconti, può essere considerato una satira in tre quadri: il primo è ambientato prima del rovesciamento di Reza Shah (1941) e gli altri due dopo, con il ritratto di Adji Agha a costituire la transizione tra le due epoche e con l’invettiva del poeta Araldo-di-Verità che con un discorso diretto parla per l’autore. Hedayat crea un personaggio composito, rappresentante della classe dirigente corrotta e ignorante di allora.
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